Castello della Manta: Fascino e storia. “drammatizzata” delle attività, abitudini e svaghi medioevali al Castello della Manta. Nel 1984 è stato concesso in comodato al Fondo Ambiente Italiano dalla contessa Elisabetta de Rege Thesauro di Donato Provana del Sabbione, affinché fosse inserito in un unico progetto di gestione e valorizzazione culturale. Manfredo II, infatti, ne acquistò il feudo da signori di Barge, ma già nel 1227 in reazione al regime duro del marchese, ... Il Castello della Manta. Mi rammento il primo incontro con la contessa quando con cortesia mista a un sottaciuto e non espresso timore, accolse me e l’architetto Bazzoni al Castello per parlare del Fai. Il Castello della Manta … Un gesto generoso precorritore dei tempi: il Castello è stato il quinto bene (oggi aperto al pubblico), in ordine di tempo, acquisito dal Fai. Agli studenti viene richiesto di diventare protagonisti e attraverso un gioco di ruoli, di entrare nei panni dei personaggi illustri e non, che hanno abitato il castello. Castello della Manta: Fascino e storia. Nevvero non distruggerete l’atmosfera di questa casa …?». Ci offrì una squisita colazione, cui sovrintendeva il conte De Rege, pure lui gentilissimo, ma ancora più guardingo: «queste mura hanno assistito a così tanti eventi. Il castello della Manta, un po’ di storia. L’ultimo recupero: la galleria che conduce dal Salone delle Grottesche agli appartamenti di Michele Antonio, nell’ala cinquecentesca, con la riapertura delle finestre murate e i decori a finti marmi policromi. Castello della Manta (Saluzzo), fresco cycle in the Baronial Hall, 1420. Guarda. La struttura del castello è frutto di aggregazioni posteriori all'impianto originario del XII secolo.L'edificio, trasformato nel tempo in dimora signorile, iniziò ad assumere la fisionomia attuale solo all'inizio del Quattrocento grazie all'opera della famiglia Saluzzo della Manta, originata da Valerano, figlio illegittimo del marchese … o Maestro di Manta) - Clemenzia Provana, moglie di Valerano, "Ciclo delle Eroine" (dettaglio) - c. 1420 - affresco - Sala baronale, Castello della Manta, Manta (Cuneo, Piemonte) Castello della Manta, 6 settembre 2020. (storia - usi e costumi) Durata: intera giornata. [5], Deipile (Eleonora della Torre Arborea, consorte di Manfredo I), Sinope (Alasia del Monferrato, consorte di Manfredo II e madre di Manfredo III), Ippolita (Beatrice di Savoia, consorte di Manfredo III), Semiramide (Aloisia di Ceva, consorte di Tommaso I), Etiope (Beatrice di Sicilia, consorte di Manfredo IV), Lampeto (Riccarda Visconti, consorte di Tommaso II), Tomiri (Beatrice di Ginevra, consorte di Federico II), Teuca (Margherita di Roucy, consorte di Tommaso III), L'ultimo affresco, danneggiato, ritraeva Pentesilea (Clemenza Provana, consorte di Valerano), http://www.fondoambiente.it/beni/castello-della-manta-beni-del-fai.asp, voci di architetture militari presenti su Wikipedia, Elisabetta de Rege Thesauro di Donato Provana del Sabbione, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castello_della_Manta&oldid=115087162, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La storia del Castello della Manta che festeggia 35 anni di matrimonio con il Fai. Come arrivarci: con l'autostrada A6 Torino-Savona: uscita casello di Marene, direzione Savigliano, Saluzzo e da qui seguire i cartelli indicatori. Descrizione: Cenni storici Nata nel XIII secolo come avamposto militare, la roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Il Castello della Manta sorge in posizione strategica tra le colline di Saluzzo e Cuneo. Era il 12 novembre 1985 quando i conti De Rege consegnarono in donazione all’associazione fondata da Giulia Maria Crespi il loro maniero, per conservarlo e aprirlo alle visite. I suddetti personaggi sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant, e abbiamo, nell'ordine, Ettore, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Deifile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tomiri, Teuca, Pentesilea (tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco). Annotava in una memoria: «Se dovessi definire l’immagine che è rimasta nel mio cuore dei conti De Rege, sarebbe quella di un gentiluomo e di una gentildonna discreti e distaccati, che guardavano un po’ timorosi l’insediamento del Fai nel loro amato avito castello. Manta: Avventura in castello Un pomeriggio dedicato ai bambini, per scoprire – tra una fiaba e l’altra – la storia del Castello della Manta. [1], Il ciclo, completato poco dopo il 1420, rappresenta una serie di eroi ed eroine (presumibilmente coi tratti dei marchesi e marchese di Saluzzo)[2] - qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana ed effigiati con preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana di giovinezza, tema questo ripreso dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. Storia. Scopri il Castello della Manta attraverso il racconto di Marco Magnifico, Vicepresidente del FAI. - Guarda 500 recensioni imparziali, 486 foto di viaggiatori, e fantastiche offerte per Manta, Italia su Tripadvisor. [3], Un'importante testimonianza dell'arte manierista del Cinquecento è invece data dalla Sala delle grottesche, parte dell'appartamento di rappresentanza voluto intorno al 1560 da Michele Antonio della Manta: presenta un soffitto finemente dipinto e decorato con stucchi, grottesche, antiche rovine, architetture rinascimentali frutto della cultura tipica dell'Italia centrale del tempo.[4]. Tra le più importanti testimonianze dei fasti dell’antico marchesato di Saluzzo, il castello della Manta si erge poderoso sull’altura che sovrasta il paese dominando la prospiciente pianura rivestita di pascoli e frutteti. Nevvero non distruggerete l’atmosfera di questa casa …?». Giulia Maria Crespi, morta a luglio, ricordava bene il momento in cui aveva conosciuto i nobili proprietari. 24 marzo 2013. La struttura del castello è frutto di aggregazioni posteriori all'impianto originario del XII secolo. Con l'estinzione di questo ramo del casato, alla fine del XVIII secolo, fu abbandonato e cadde in rovina. Manta ebbe però una svolta decisiva nella sua storia quando nel 1175 fu inclusa tra le proprietà dei marchesi di Saluzzo. A questi si sono aggiunti nel tempo il cucinone e il cantinone con i tini per il vino, quindi le stanze private cinquecentesche di Michele Antonio Saluzzo della Manta, discendente di Valerano. In particolare la contessa Elisabetta amava ogni pietra del castello, compresa la piccola chiesa sotto le mura, dove si è sposata. Pubblicato il 5 Ottobre 2019 Il castello della Manta, che sorge sulle colline dell’omonimo comune in provincia di Cuneo, fu costruito attorno al XII secolo per essere un avamposto militare, poi, probabilmente nei due secoli successivi, venne trasformato in una vera e propria roccaforte. La storia attuale del Castello della Manta comincia nel 1400, quando il Marchese di Saluzzo Tommaso III dona il Castello a suo figlio, Valerano. La sala baronale conserva il più importante ciclo pittorico conservato nel castello. Il Castello della Manta fa parte del progetto "Les Ducs des Alpes/I Duchi delle Alpi" , un itinerario dedicato alla storia del Casato dei Savoia. Una passeggiata alla scoperta dei santi raffigurati nella splendida abside della Chiesa castellana e sulla volta della Cappella funebre di Michele Antonio, con approfondimenti sulla loro storia, l'iconografia e le tradizioni collegate. Dai Saluzzo passò ai Radicati, quindi ai Provana e infine ai de Rege Thesauro. Ogni anno, in autunno e in primavera, arrivano migliaia di scolaresche. Il castello della Manta non è famoso solamente per il ciclo pittorico della sala baronale, l’aurea misteriosa ed esoterica del complesso, si completa con un enigmatico dipinto della seconda metà del Cinquecento, raffigurante un mappamondo che tra i vari continenti presenta, in maniera chiara e ben delineata, i … Risale a pochi anni fa l’apertura della biblioteca e la straordinaria Sala degli Alberi, nell’ala quattrocentesca. Dopo la donazione al FAI, nel 1984, sono stati avviati i lavori di recupero e restauro che hanno riportato il complesso alla sua condizione originaria. «Alla luce del grande patrimonio che oggi il Fondo apre e tutela, la decisione presa da Elisabetta Provana con il marito Francesco Thesauro de Rege, è segno di una visione lucida e prospettica delle necessità di assicurare un futuro ad una proprietà di famiglia molto amata», sottolinea Silvia Cavallero, property manager della Manta, per il Fai, dal 2010. L'opera risalente al Quattrocento è opera di un anonimo pittore. Le prime notizie circa una struttura fortificata posta sul colle San Pancrazio di Montichiari risalgono attorno all'anno mille, quando sul sedime occupato dall'odierno castello s'erigeva una rocca, divenuta negli anni di primaria importanza per la difesa del territorio e della sua popolazione. Storia. L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta. La storia. Domenica 14 aprile e 6 ottobre, dalle 14 alle 18 Una visita speciale coinvolgerà grandi e bambini alla scoperta delle suggestive sale dal sapore medievale, ricche di fascino e di storia, popolate da personaggi di fantasia, che … I seguenti interventi hanno interessato la soffitta e i solai, non aperti al pubblico. «In questi mesi che hanno attirato per necessità maggiore attenzione sugli spazi aperti, abbiamo portato i visitatori anche nei giardini privati dei conti, ancora di proprietà degli eredi di Elisabetta Provana De Rege, e abbiamo riaperto la radura e la via della Boschiana interni alla proprietà, che si collegano ai sentieri colline tra Manta e Verzuolo - conclude Silvia Cavallero -: l’intento è mettere in dialogo l’esterno con gli interni». Da allora a oggi sono state 830 mila le persone che hanno varcato il portone affacciato sul giardino del maniero. Situato nel comune di Manta, in provincia di Cuneo, il Castello è gestito dal 1985 è gestito direttamente Fondo Ambiente Italiano,, a cui fu donato dalla contessa Elisabetta Dege Provana affinché venisse restaurato e valorizzato a livello culturale. Nei primi anni del Duemila, i restauri hanno consentito di aprire la Chiesa castellana decorata da affreschi quattrocenteschi. Sulle colline della provincia di Cuneo, il Castello della Manta custodisce nel salone baronale una delle più stupefacenti testimonianze della pittura del gotico internazionale: un ciclo di affreschi raffigurante “Eroi ed Eroine” cui fa riscontro, sulla parete opposta, la misteriosa rappresentazione della “Fontana della Giovinezza”. Storia del sito: Nel 1277 era già documentato sul colle della Manta un castello con una torre di avvistamento, ma l’edificio originario venne rimaneggiato e ampliato in almeno tre fasi. Lo straordinario ciclo tardogotico degli Eroi e delle Eroine e la Fontana della Giovinezza, affrescati nella Sala Baronale, hanno un fascino che incanta sguardi di ogni età. Epoca: XIV secolo, su struttura del XII secolo.. Conservazione: ristrutturato, il castello è visitabile. 7-gen-2015 - .:. 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